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Un futuro per le aziende comunali. Puntare sull’efficienza del servizio. Risposta al Prof.Ranci


Il 15 Marzo scorso su questo sito è stato pubblicato un articolo di Pippo Ranci “Un futuro per le aziende comunali” con cui il professore traccia i due futuri compiti delle aziende, ovvero offrire buoni servizi e far crescere le imprese che danno lavoro. Alla luce delle importanti sfide future e in attesa dell’attuazione dei decreti Madia, le amministrazioni comunali dovrebbero puntare tutto sull’efficienza del servizio allentando i vincoli di controllo delle imprese.

Il dibattito lanciato dal prof. Ranci sul futuro delle aziende comunali ed in particolare di quelle che si occupano dei servizi pubblici locali, è l’occasione per fornire ulteriori proposte che possano stimolare le amministrazioni locali ad intraprendere un percorso che viri tutto sull’efficienza al fine di massimizzare i benefici per i cittadini e di riflesso il consenso per i decisori locali. Il prof. Ranci nel suo articolo scrive: “Per individuare una soluzione, il punto di partenza è distinguere i due interessi di un’amministrazione locale: offrire buoni servizi ai cittadini, con attenzione anche all’ambiente; e far crescere le imprese che danno lavoro, possono arricchire il tessuto economico e portano dividendi. L’illusione di raggiungerli entrambi con lo stesso strumento – il controllo delle imprese – costituisce il maggiore ostacolo al loro sviluppo”.

Molto calzante è l’esempio della distribuzione gas con cui il Prof. Ranci apre l’articolo. Proprio il controllo delle imprese e la difesa del clientelismo locale sono i due principali motivi di ostacolo dell’evoluzione del settore. Il continuo rinvio delle gare per l’affidamento del servizio non consente al settore lo sviluppo che meriterebbe. Il legislatore poi, su richiesta dei comuni, ha deciso di abolire le sanzioni alle stazioni appaltanti che non rispettano le scadenze ministeriali in tema di pubblicazione dei bandi di gara. L’auspicio è che, come richiesto dalle autorità competenti, sia prevista la re – introduzione di sanzioni in caso di inerzia ad indire le gare. È preoccupante infatti che dopo la pubblicazione della legge 21/2016 che ha abolito le sanzioni e prorogato le gare, non siano stati pubblicati ulteriori bandi (anzi alcuni già pubblicati, sono stati addirittura sospesi). Tale situazione è sintomo che ad oggi nella distribuzione gas, come in altri servizi pubblici locali, c’è un’avversione verso un sistema di gare che fatica a partire.

Più in generale, l’indizione di gare per l’affidamento dei servizi, se effettuate secondo determinati criteri di efficienza e trasparenza, è funzionale al raggiungimento dell’obiettivo primario che dovrebbero avere le amministrazioni locali, ovvero favorire l’efficienza del servizio. A tal proposito, bisognerebbe, per quanto possibile, e rispettando le peculiarità delle normative di settore, procedere con l’affidamento in maniera unitaria, magari individuando una stazione appaltante unica per tutti i servizi pubblici locali. Nella definizione delle linee guida del territorio si dovrebbe fare poi lo sforzo di individuare gli obiettivi generali che l’amministrazione si vuole dare al fine di garantire un quanto più elevato livello di efficienza di ogni singolo servizio. Nello specifico, per quanto riguarda ad esempio i servizi regolati dalle Autorità di settore, si tratterà di individuare slot di servizio tali da “battere” il regolatore sul proprio campo.

Oltre le calzanti proposte del prof. Ranci, aggiungiamo che un’ulteriore sfida per le amministrazioni comunali dovrebbe essere quella di eseguire uno o più monitoraggi periodici dei livelli di efficienza raggiunti dalle imprese affidatarie e magari pubblicare i risultati sui siti dell’amministrazione comunale al fine di rendere edotti i cittadini del livello di servizio di cui si sta usufruendo. Un’amministrazione realmente attenta a garantire servizi pubblici efficienti dovrebbe inoltre permettere al cittadino di esprimere le proprie opinioni (magari tramite consultazioni ad hoc) al fine di utilizzare tali considerazioni per l’espletamento delle gare di affidamento successive. Gli obiettivi programmatici delle linee guida utilizzate dalla stazione appaltante per l’indizione delle gare non possono poi prescindere dal concetto di smart city che dovrebbe diventare vera stella polare alla base dell’affidamento dei servizi pubblici locali. Una gestione integrata dei servizi in logica smart favorendo l’integrazione delle banche dati incentiverebbe il dialogo tra imprese affidatarie di diversi servizi.

Tale fase 2.0, volta ad individuare per quanto possibile una sola stazione appaltante per tutti i servizi pubblici e che sia attenta anche alla fase di ascolto del cittadino, sarebbe poi propedeutica ad una fase successiva 3.0. Una fase che preveda l’indizione di un’unica gara di affidamento di tutti i servizi pubblici locali da parte di un’unica stazione appaltante arrivando quindi ad una completa integrazione di tutti i servizi pubblici. Tale fase non può però prescindere dalla completa digitalizzazione delle amministrazioni nonché da una connessione costante cloud tra i vari servizi.

Per traguardare queste sfide è bene però che le amministrazioni comunali allentino il controllo delle imprese partecipate lasciando alle stesse la gestione ordinaria delle attività. Quanto più le gare per l’affidamento dei servizi saranno svolte nel pieno rispetto delle linee guida e degli obiettivi generali stabiliti a monte, quanto meno ci sarà bisogno di un controllore delle attività a valle, una volta indetta la gara.

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