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SEGNALAZIONI AGCM E AEEGSI SU GARE DISTRIBUZIONE GAS. ALCUNE CRITICITA'

Come ampiamente raccontato dai giornali, venerdì scorso l’Autorità di settore (AEEGSI) e l’autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) hanno ritenuto di inviare due segnalazioni a Parlamento e Governo in merito alle problematiche ad oggi riscontrate nelle prime procedure per l’affidamento del servizio della distribuzione gas per ambito territoriale.

Alcuni attenti osservatori, come ad esempio il blog Nuova Energia, hanno efficacemente analizzato le proposte delle due Autorità.

Non c’è dubbio che la distribuzione gas attende le gare per ambito come Godot. Sono quindici anni che si parla di gare e già nel 2007 il legislatore decise che il servizio doveva essere affidato tramite gara per ambito territoriale ottimale. Fanno bene quindi le due autorità a lamentare che l’ennesima proroga delle scadenze per la pubblicazione dei bandi di gara rischia (semmai ce ne fosse bisogno) di togliere ulteriore credibilità ad un settore che, dati anche i numeri in gioco (più di 11.000 addetti e decine di miliardi di euro di valore degli asset), necessiterebbe di un occhio di riguardo in termini di buona politica energetica e normativa adeguata alla valenza del settore.

Alcune proposte contenute nelle segnalazioni non vi è dubbio che siano ragionevoli e meritevoli di essere accolte da parte degli organi istituzionali. Ad esempio, il ripristino delle sanzioni in capo agli enti locali in caso di mancato rispetto delle scadenze permetterebbe di velocizzare le procedure di gara (un deterrente, ovvero una sanzione, in Italia ci vuole sempre..ahimè). L’eventuale apertura (tutta da valutare vista l’ennesima ulteriore incertezza normativa) anche a soggetti investitori diversi dalle imprese di distribuzione avrebbe poi il pregio di aumentare i soggetti partecipanti alle gare stimolando la concorrenza per il mercato.

È vero peraltro che in particolare l’AEEGSI, a cui è stato affidato il compito di valutare l’eventuale scostamento tra il valore di rimborso ai gestori uscenti dagli ambiti di gara (VIR) e il valore degli asset riconosciuto ai gestori ai fini tariffari (RAB) ove superi una certa soglia (10%), ad oggi è nella condizione di fare il punto sulle prime problematiche riscontrate. Da quello che si può intuire dalla segnalazione, l’Autorità di settore è abbastanza in difficoltà alla luce del fatto che in tantissimi comuni il VIR pattuito tra gestore ed ente locale è superiore del 10% del valore della RAB. A questo si aggiunge il mandato previsto dal DM 226/2011 che prevede che la stazione appaltante debba inviare all’AEEGSI la documentazione inerente i bandi di gara le cui osservazioni debbono essere prese in considerazione dalla stazione appaltante prima della pubblicazione del bando. Ben vengano quindi proposte volte a snellire l’iter amministrativo di controllo dei valori degli asset da parte dell’AEEGSI. In aggiunta a questo, corsie preferenziali per quei bandi di gara che ricalcano sostanzialmente quello tipo previsto dal DM 226/2011, oppure sanzioni ai gestori che non ottemperano a quanto previsto dallo stesso decreto ministeriale in termini di messa a disposizione agli enti locali, sono proposte che non possono che migliorare il processo di controllo.

È indubbio però che le due segnalazioni contengono anche una serie di proposte che lasciano perlomeno perplessi non tanto per il contenuto, ma per il momento temporale scelto per sollevare tali temi, ovvero a cavallo dell’ennesima proroga delle gare.

Prendiamo una delle proposte dell’AGCM, ovvero il superamento del VIR quale valore di rimborso ai gestori uscenti prevedendo che gli asset siano tutti valorizzati a RAB. A parte la motivazione un po’ debole dell’AGCM per cui il VIR non ha più ragion d’essere in quanto tale valore fu introdotto come incentivo alla partenza delle gare in realtà non ancora partite (in realtà il VIR non è altro che è il valore definito nel contratto concessorio tra gestore ed ente locale indipendentemente dall’avvio delle gare o meno), la proposta di valorizzare tutti gli asset a RAB sarebbe l’ennesima inversione a U in quanto, come detto, nella maggior parte dei casi la RAB è inferiore ai VIR. La proposta, pur avendo un fondo di ragionevolezza in quanto "RAB per tutti" sarebbe veramente la chiave di volta per snellire tutte le procedure per l’indizione delle gare, rischia però di essere fuori tempo massimo in quanto l’AEEGSI ha già avviato i controlli del differenziale VIR/RAB per i bandi di gara già pubblicati o in corso di pubblicazione. La proposta dell’AGCM vorrebbe dire poi buttare a mare anni di lavoro sulle linee guida del Ministero per la valorizzazione del VIR nonché esporsi ad una serie di contenziosi. In ultimo, vorrebbe dire dover rivedere completamente la regolazione asimmetrica di valorizzazione degli asset predisposta dall’AEEGSI ai gestori entranti vincitori delle gara in quanto eliminando il VIR, nei casi di acquisizione di concessioni, il gestore entrante si vedrebbe comunque riconosciuta la RAB.

Detto questo, ogni proposta merita di essere analizzata valutando pro e contro.

Di certo, una proposta così dirompente per il settore sarebbe stato meglio presentarla prima della partenza delle prime gare (si sarebbe evitato poi di costruire una regolazione di settore di controllo degli scostamenti VIR/RAB nonché una valorizzazione degli asset tutta improntata sul riconoscimento del VIR e che ora l’AGCM vorrebbe abolire).

Per quanto riguarda l’AEEGSI, anche qua non si possono non notare alcune criticità di metodo contenute nella segnalazione. Nella sua segnalazione l’Autorità propone che per i bandi di gara in linea con quello tipo previsto dal DM 226/2011 ci si limiti al controllo di coerenza dell’analisi costi benefici delle condizioni minime di sviluppo prevedendo, e nel caso in cui il test fosse negativo, una limitazione ai futuri riconoscimenti tariffari Anche in questo caso, posto che la tematica è ai più conosciuta (e quindi anche all'Autorità) da qualche anno, non si capisce come mai l’AEEGSI intervenga a bandi di gara già pubblicati paventando soltanto ora una limitazione tariffaria nel caso in cui la stazione appaltante non fornisca un’analisi adeguata delle condizioni minime di sviluppo.

Detto che è sempre meritevole prevedere analisi costi benefici corrette, prima di proporre eventuali limitazioni ai riconoscimenti tariffari, andrebbe eventualmente:

  • prevista una linea guida dei test eseguiti dall’AEEGSI in quanto non appare del tutto corretto lasciare alla discrezionalità di ogni stazione appaltante la scelta dei criteri delle condizioni minime da utilizzare nei bandi di gara;

  • adeguata la regolazione tariffaria (non lasciando una valutazione puntuale per ogni singolo bando) che ad oggi non prevede una limitazione ai riconoscimenti in tariffa per determinate categorie di investimenti;

Più in generale, anche questa misura (così come prevedere limitazioni al valore di rimborso solo per negligenza nell’invio della documentazione da parte della stazione appaltante all’AEEGSI) appare fuori tempo massimo (visto anche l’avvio della pubblicazione di alcuni bandi di gara) e comunque meriterebbe di approfondimenti ulteriori evitando di prendere in esame soltanto eventuali limitazioni ai riconoscimenti tariffari dei gestori.

In conclusione quindi, mentre alcune proposte delle due autorità vanno nella giusta direzione nel favorire lo svolgimento delle gare e di aprire ulteriormente il settore alla concorrenza, altre sembrano arrivare fuori tempo massimo e non paiono del tutto in linea con lo spirito con cui le due Autorità hanno aperto le segnalazioni, ovvero rappresentare le problematiche a valle della pubblicazione dei primi bandi di gara.

Pur meritevoli di analisi infatti, alcune proposte (su tutte quella dell’AGCM di eliminare il VIR) vanno valutate attentamente al fine di non dare adito a spinte conservatrici che vorrebbero ritardare all’infinito l’indizione delle gare e mantenere lo status quo.

LE OPINIONI QUI ESPRESSE SONO A TITOLO PERSONALE

#rab #garegas #vir #agcm #aeegsi #monitoraggio

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